“Ma quando cadete non vi fate male?!”

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Una domanda classica che ci si sente spesso rivolgere da judoka è proprio questa.
La risposta  è che bisogna imparare a cadere bene ed è tra le prime cose che vengono insegnate.
Le prime cadute vengono effettuate da terra, per capire come battere le braccia e come posizionare le gambe e la testa in modo da attutire l’impatto con il suolo. Progressivamente si procede verso diversi tipi di rotolamento che permettano di non irrigidirsi troppo e rimanere elastici. Solamente quando ci si sente pronti si affrontano le cadute vere e proprie (ukemi).

Saper cadere bene richiede flessibilità, pazienza ed esercizio costante. Le cadute rappresentano anche un atto di fiducia verso chi ce le insegna e verso noi stessi: liberare la mente e lasciarsi andare.

Capita che tornino utili nella vita: in casi di cadute accidentali il corpo sa già come reagire e tende ad adattarsi di conseguenza.

Se praticherete judo con serietà, non potrete evitare di cadere più e più volte, ma vi assicuro che, se avrete la perseveranza di continuare ad eseguirle sempre meglio, vi rialzerete con il sorriso! 🙂

 

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